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Gli undici anni spesi nell’insegnamento della Filosofia a Digione (1930-1940) avranno un peso molto rilevante nell’economia del suo pensiero: qui si accosta per la prima volta alla psicologia e alla letteratura, venendo anche a contatto con quel mondo della poesia che tanto lo perturberà in seguito. Al 1930 risale anche l’incontro con Gaston Roupnel, autore del romanzo Siloë, dal quale Bachelard trarrà spunto per pubblicare, due anni dopo, L’intuition de l’instant . Les intuitions atomistiques (1933) e La dialectique de la durée (1936) precisano, su versanti diversi, la polemica verso Bergson e la concezione bachelardiana sul tempo, che diventa invito ad una educazione al ritmo, in grado diaprire l’essere verso sintesi sempre più elevate.Nasce qui l’idea di un tempo discontinuo, di un istante che diventa la seule réalité temporelle, in contrapposizione alla filosofia bergsoniana della durata. Nel frattempo aveva visto la luce Le nouvel esprit scientifique (1934), ove viene analizzata l’evoluzione storica del pensiero scientifico e la ragione polemicamente si sposta dalle posizioni del perché a quelle del perché no, insistendo La filosofia della scienza è una filosofia che si applica, il cui vettore epistemologico...sul valore dilemmatico delle nuove dottrine, quali la geometria non-euclidea, la meccanica non-newtoniana con Einstein, la fisica non-maxwelliana con Bohr, l’aritmetica delle operazioni non commutative, che potrebbe essere denominata non-pitagorica. Il 1938 segna l’uscita de La formation de l’esprit scientifique, in cui...va sicuramente dal razionale al reale e niente affatto, inversamente, dalla realtà al generale (...). In altri termini, l’applicazione del pensiero scientifico ci sembra essenzialmente realizzante. Finalmente, nell’era del nuovo spirito scientifico, l’uomo ha un’arma da brandire contro il caos e l’esperienza comune: ricercandoBachelard mira a colpire l’inconscio e il corpo, fautori di quel gioco pericoloso, per il pensiero scientifico, che è l’immaginazione. Il principio di cultura continua passa attraverso una catarsi intellettuale e affettiva psicanaliticamente evocata, ma...le condizioni psicologiche dei progressi della scienza, ci si convince ben presto che è in termini di ostacoli che bisogna porre il problema della conoscenza scientifica. (...) Si conosce, infatti, contro una conoscenza anteriore, distruggendo conoscenze mal fatte, superando quello che nello spirito stesso fa da ostacolo alla spiritualizzazione. A distanza di qualche mese viene dato alle stampe La psychanalyse du feu, in cui l’immagine si ritaglia un suo spazio autonomo; dieci anni prima, nell’Etude sur l’evolution d’un problème de physique, Bachelard aveva argomentato un solido cammino razionale che portava i fenomeni del calore, evocando la geometria e l’algebra, a disciplinarsi sulla via dell’oggettivazione scientifica. Ora, davanti al fuoco, egli stesso è costretto ad accogliere l’uomo pensoso accanto al pensatore... Certo, il fine esplicitamente dichiarato è quello di...resta poi il compito più difficile: mettere la cultura scientifica in stato di mobilitazione permanente, sostituire il sapere chiuso e statico con una conoscenza aperta e dinamica, dialettizzare tutte le variabili sperimentali e infine dare alla ragione delle ragioni per evolvere. E, visto che...dimostrare i pericoli, per una conoscenza scientifica, delle impressioni primitive, delle adesioni simpatetiche, delle fantasticherie imprecisate. L’applicazione del metodo psicoanalitico nelle attività della conoscenza oggettiva è invocata per applicaregli assi della scienza e della poesia sono, in prima istanza opposti (...)tutto ciò che può sperare la filosofia è di rendere la scienza e la poesia complementari, di unirle come due contrari ben forgiati. Bisogna dunque opporre allo spirito poetico espansivo lo spirito scientifico taciturno per il quale la diffidenza preliminare è una sana precauzione. Quella che sarà la metafisica dell’immaginario tende a delinearsi compiutamente nel Lautréamont, opera del 1939, forse troppo prematuramente tacciata di essere un mero esercizio marginale di critica letteraria; invecela rimozione (...), una attività normale, una attività utile, o meglio una attività giocosa. Non c’è pensiero scientifico senza rimozione. (...) Ogni pensiero coerente è costruito su un sistema di inibizioni solide e chiare. (...) Dopo la psicoanalisi della conoscenza oggettiva, l’errore è riconosciuto come tale, ma rimane come un oggetto di allegra polemica. Per il primo Bachelard, l’immaginazione è espressione del caos di Natura da cui, come rêverie, è emersa e si è differenziata e a cui però, naturalmente, ancora rinvia ed è indissolubilmente legata. Tale continuità tra coscienza e inconscio, tra rêverie e rêve, affermata nella Formation de l’ésprit scientifique, e perpetrata nella continuità-contiguità tra immagini e natura della Psychanalyse du feu, nel Lautréamont si risolve nel superamento del concetto di immaginazione come...l’opera sull’autore dei Chants de Maldoror segna proprio il punto di cesura o di passaggio dal primo al secondo Bachelard, nel senso che è la verifica e la pratica, la problematica elaborazione di concetti già acquisiti da un punto di vista matematico e psicologico negli scritti di epistemologia e sulla nuova concezione del tempo: essa ridisegna i confini, le premesse ed i fini dell’attività immaginativa che sarà definita [in seguito] (...), in nome di un approccio fenomenologico e non più psicoanalitico all’immaginario. Si perfeziona la metodologia della lettura dei poeti messa a punto nella Psychanalyse, attraverso la definizione di un complesso...presenza materiale immediata della cosa conosciuta mediante il corpo. Nel bestiario di Ducasse le immagini zoomorfe sono poesia eccitata, poesia dello stimolo muscolare ; l’animalità, ovvero la naturalità, è aggressività e crudeltà. Ma l’immaginazione come forza della natura traspone in figure virtuali gli impulsi aggressivi: quindi, ed è questa la novità concettuale, in quanto virtualizzazione della natura, ne diviene redenzione....che, in quanto tale, eccede l’individuo in cui si riscontra (qui Lautréamont e le sue produzioni, come nella Psychanalyse du feu erano la figura e l’opera di Novalis, di Hoffman, ecc.), per affermarsi struttura psichica universale: legge, ecco, della natura medesima dell’uomo. Bachelard torna ad occuparsi di scienza nel 1940, con la pubblicazione de La philosophie du NonLa metamorfosi degli impulsi istintuali in immagini, è il riscatto da quei medesimi impulsi. Esprimendosi in immagine, la natura va al di là di se’, si trascende e si libera dalla propria medesima souillure, accedendo a una dimensione di purezza. Il trasformarsi in immagine della realtà, è un dépassement di quella stessa realtà (ecco perché il surreale, per Bachelard, è l’immagine). Si ribadiscono, in quest’opera, gli sforzi di apertura del pensiero scientifico, ma anche la rottura tra conoscenza sensibile e conoscenza scientifica . Bachelard chiede poi polemicamente ai filosofi il permesso di servirsi...il cui no non è segno di chiusura, è ricerca di dialettica, di apertura. Peculiare, in questo libro, è il ricorso al concetto di profilo epistemologico, tramite cui si chiede, questa volta agli scienziati, di...di elementi filosofici staccati dai sistemi in cui hanno avuto origine (...) e [la richiesta di] ...rompere con l’ambizione di voler trovare un solo punto di vista, e un punto di vista fisso, per giudicare l’insieme di una scienza così vasta e così mutevole... La pedagogia della ragione risulta così perennemente attiva nella lettura di tutta la gamma di ragionamenti che si presentano all’uomo di scienza, in un clima di confronto-scontro invocato dallo stesso Bachelard:...distogliere per un istante la scienza dal suo lavoro positivo, dalla sua volontà di oggettività per scoprire ciò che rimane di soggettivo nei metodi più rigorosi. (...) Si dovrebbe fondare una filosofia del dettaglio epistemologico, una filosofia scientifica differenziale che (...) sarebbe incaricata di misurare il divenire di un pensiero. Per poter avere qualche garanzia di essere del medesimo parere su una questione specifica occorre, almeno, non essere stati del medesimo parere. Due uomini se vogliono veramente intendersi hanno dovuto prima contraddirsi. La verità è figlia della discussione, non della simpatia. |