Tematiche
Gaston Bachelard


Bachelard ha iniziato la sua produzione cimentandosi nello studio dei problemi che investono la coscienza scientifica, con un occhio particolare verso gli eclatanti sviluppi che soprattutto chimica e fisica in quel periodo stavano regalando alla riflessione dei filosofi.

Inizialmente, il mondo dell’immaginario, contrapposto -anche se complementare- a quello della ragione, si mostra al suo incedere come un ostacolo, il più ostico degli ostacoli epistemologici.

Ma, nel riflettere su quel mondo notturno costituito dalle istanze dell’immaginazione, la sua attività di epistemologo non subisce alcun rallentamento: anzi,

... le sue opere più importanti su tale versante vengono da lui scritte nello stesso periodo di tempo in cui vedono la luce quelle sugli elementi primordiali le quali prefigurano il passaggio alla seconda fase del suo pensiero.
Al centro di tutte le ricerche bachelardiane è posto l’uomo, un uomo in grado di percorrere fino in fondo i due percorsi segnati, rispettivamente, dai concetti e dalle immagini; essi
promettono, entrambi nel loro esercizio, una promozione d’essere che si attua all’interno di una duplicità metodologica e di un atteggiamento di non interferenza reciproco...
Anche di fronte alle parole, le parole dei libri, grandi Stelle Polari del suo cammino, sono possibili atteggiamenti d’assimilazione diversi nell’ascolto e nella lettura:
...bisogna ammettere che esistono due letture: la lettura come animus e la lettura come anima. Non sono lo stesso uomo a seconda che legga un libro di idee in cui l’animus sa di dover essere vigilante, pronto alla critica, pronto alla risposta - o un libro di poesia in cui le immagini devono essere ricevute in una specie di accoglienza trascendentale come doni.
Due chiavi di lettura, due destini per l’uomo: l’amore per la scienza è insieme antitetico e complementare all’amore per le immagini perché antitetiche e complementari sono ragione e immaginazione, unite però da un intento comune: fuggire il dato, il vissuto naturale per installarsi in un cosmo puro, anzi, in due cosmi
...ugualmente legittimi, in due destini e in due doveri ugualmente nobili (...) che, sia pure per strade diverse, sottraggono l’uomo alla datità del reale, al magma dell’immediato e del vissuto, e lo fanno costruttore di due mondi immateriali e puri, di due surrealtà. In questi due cosmi contrapposti al caos, in queste due purezze contrapposte alla souillure, l’uomo va al di là della propria naturalité e si realizza come homme rationel e homme imaginaire. Si realizza, cioè, come uomo.
E’ possibile vivere la duplicità di questi universi cogliendo le cadenze vibratorie e ondulatorie che la vita ci propone.
Ma le nostre cognizioni metafisiche del ritmo sono scarse e superficiali. Noi confondiamo il ritmo vivente con gli ondeggiamenti dell’umore.

La ritmoanalisi, che ha la funzione di liberarci dalle agitazioni contingenti, perciò stesso può restituirci alle alternanze di una vita veramente dinamica. Attraverso la ritmoanalisi, grazie ai ritmi profondi accuratamente registrati, le ambivalenze, che la psicoanalisi definisce incoerenze, possono essere integrate, dominate.

Vivere immersi in questa oscillazione metodica, in questo 
movimento salutare dell’esprit, la dimensione stessa del bonheur. L’uomo non potrebbe desiderare altro, di più!
Nel moto oscillatorio tra scienza e immaginazione, Bachelard ha raggiunto la pace :
...la sua dialettica binaria, che meglio si chiama polarità o complementarietà, non è mai stata una dialettica tragica, bensì è sempre stata una dialettica felice: la mancanza del terzo termine, riunificante e ri-totalizzante la scissione, non è stata (...) il segno di una situazione negativa, bensì (...) la condizione di un perfetto funzionamento delle due parti scisse, di una loro buona distinzione, di una loro felice armonia.
 
 

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