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Dal 1942 ha inizio la pubblicazione dei quattro saggi sull’immaginazione della materia. Se, per assonanza di titoli, si sarebbe tentati di agganciare la trilogia su acqua, aria e terra al precedente Psicanalisi del fuoco, sono comunque necessarie delle precisazioni; sicuramente"Il mondo è la mia provocazione" ma lo stesso filosofo confessava, in una lettera del 1956 indirizzata a Peter Caws:...le immagini del fuoco erano già immagini di una materia, di un elemento naturale [che] (...) veniva proposto come uno dei quattro grandi assi dell’immaginazione L’Eau et les Rêves, che nell’edizione francese porta il sottotitolo: "Saggio sull’immaginazione della materia", si pone al bivio tra la posizione surrealista del Lautréamont (immaginazione interpretata come forza che produce forme e avvolta nella propria interiorità) e quella aperta sul mondo e centrata sulla materia, già abbozzata in Psychanalyse du feu. QuiQuando ho scritto il Fuoco [cioè PF] ancora non mi rendevo conto del ruolo dell’immaginazione materiale. Si fa strada la distinzione tra immaginazione formale e immaginazione dinamica, la prima essendo un mero fatto riproduttivo e non-creativo, una...la forza si coniuga con la materia. Le immagini, esse, saranno i prodotti del lavoro cui la forza dell’immaginazione sottopone la materia del mondo. L’immaginazione materiale, al contrario, è un’immaginazione dinamica, viva, surrealizzante.modalità tesa alla modificazione, all’adattamento, alla manipolazione e alla comunicazione con la realtà (funzione del reale). Il suo è un moto estremamente povero ed orizzontale, incapace di accedere alle verticalità proprie delle vette creative, essa blocca ed esaurisce il suo potere nella riproduzione dei dati percettivi. Si può anche notare come nel titolo non compaia più, come era successo per il libro sul fuoco, la parola psicoanalisi; viene in tal modo formalizzata la rinuncia ai tentativi di razionalizzazione delle immagini, delle proprie immagini, ma anche il graduale passaggio da quella che ora viene considerata la pigra riduzione deterministica del causalismo freudiano, alle categorie finalistiche junghiane.Essa produce forme a partire dalla materia, e alla materia riconduce, per dissolverle e rigenerarle (...). L’immaginazione materiale non si ferma alla surface ma scava nella profondeur (...). Sognando la materia, la coscienza si ritrova origine e creatività (...), forza formante. Con L’Air et les Songes, si chiarisce anche il ruolo dell’immaginazione, motore dello spirito, forza produttrice di immagini , immagini che L’uomo sano, Jung direbbe autorealizzato, è per Bachelard l’uomo che, lungi dall’averle soltanto incontrate o attraversate, si è insediato nelle immagini: è il rêveur ....non vanno interpretate e spiegate, bensì contemplate nel loro fluire, fruite nel loro darsi, nel loro puro apparire. Si va esplicitando, quindi, quel concetto di funzione di irrealtà che tanto peso avrà nelle successive Poetiche.L’uomo, da sempre, ha voluto diventare un super-uomo -cioè ha voluto bruciare in se’ la naturalità, redimerla-, non già agendo nel reale, ma immaginando. Ma restava ancora da completare la panoramica sugli elementi; quando Bachelard si accinge a scrivere le sue riflessioni sulla terra, per un attimo traspare la stanchezza di dover mantenere uno schema che si è fatto ormai riduttivo. Nel capitolo introduttivo de La Terre et les Rêveries de la volonté, esplicita di voler inserire questa sua ultima fatica Saranno comunque due i volumi sull’ultimo elemento naturale da analizzare, poiché...nella serie dei saggi sull’immaginazione della materia, che abbiamo pubblicato molti anni fa, saggi che dovrebbero costituire a poco a poco gli elementi di una filosofia dell’immagine letteraria. Ma è tempo, nella vita di questo pensatore dagli studi oscillanti, di tornare ad occuparsi di scienza: è del 1949 la pubblicazione de Le rationalisme appliqué, che con L’activité rationaliste de la phisique contemporaine (1951) e Le matérialisme rationnel (1953) definisce e completa le sue posizioni filosofiche sul versante razionale:...nello sviluppo della ricerca abbiamo riconosciuto la traccia ben precisa dei due movimenti nettamente distinti dalla psicoanalisi: l’estroversione e l’introversione (...). Nella prima opera seguiremo soprattutto le fantasticherie attive che ci invitano ad agire sulla materia; nella seconda, l’immaginazione prenderà una china più comune, cioè seguirà quell’involuzione che ci riconduce ai rifugi originari, che valorizza tutte le immagini dell’interiorità. Avremo, a grandi linee, il dittico del lavoro e del riposo. La scienza [scienza fisica in RA, chimica in MR] richiede cooperazione tra aspetto razionale e aspetto tecnico: la città scientifica deve accogliere tanto il teorico, depositario del passato matematico della tradizione razionalista della esperienza, quanto lo sperimentatore, apportatore del presente della tecnica.Seguendo con attenzione, cioè con fervido interesse, l’attività della fisica contemporanea, si vede avviarsi un dialogo filosofico che ha il merito di un’eccezionale precisione: il dialogo dello sperimentatore fornito degli strumenti precisi del matematico che ambisce a dare forma rigorosa all’esperienza. Razionalismo applicato e materialismo colto (o istruito, o tecnico, a seconda degli autori e delle traduzioni) sono i luoghi in cui Tutte le filosofie della conoscenza scientifica si ordinano a partire da questo nucleo e rimangono fedeli ad esso quanto più riescono a mantenere la scienza una costruzione artificiale, che...la scienza si applica costruendo il proprio oggetto, il razionalismo diventa un pensiero di produzione [RA, p. 108] ed il materialismo tecnico assume il carattere di realtà trasformata, rettificata dal lavoro incessante del razionalismo. Nell’introduzione a Le matérialisme rationnel, nel preannunciare che nel paragrafo successivo parlerà di cripto-psicologia, Bachelard ci regala una delle sue confidenze personali con le quali amava infarcire i suoi scritti:...rompe con la natura per costruire una tecnica. Costruisce una realtà, seleziona la materia, attribuisce una finalità alle forze disperse. Costituzione, purificazione, concentrazione dinamica: ecco il lavoro dell’uomo, ecco il lavoro dello scienziato. Al Bachelard epistemologo, che aveva introdotto le immagini per poterle confutare e combattere -e che ora è costretto ad ammettere, seppure in ambito separato e non sovrapponibile-, viene in aiuto Jung (e sarà presenza costante nelle ultime poetiche), le cui ricerche...io ho vissuto in una dozzina d’anni tutte le circostanze della divisione del materialismo fra immaginazione ed esperienza. E questa divisione, visibile nei fatti, si è a poco a poco imposta come un principio metodologico. (...) In altri termini, c’è grande interesse, mi sembra, a distinguere, in due tavole, gli elementi della convinzione umana: la convinzione attraverso i sogni e le immagini; la convinzione attraverso la ragione e l’esperienza. ...permettono di proporre la duplice prospettiva di una difenomenologia, di una fenomenologia che rivela, da un lato, la presa di coscienza stessa, l’ascetismo della coscienza che troverà la sua gioia nelle discipline scientifiche, e una fenomenologia che riconosce d’altro canto la sorda persistenza dell’inconscio, l’avidità mai soddisfatta di fantasticherie incoscienti. |